Per chi non lavora la terra, ma passa le proprie ore davanti a un pc, per chi ha dimenticato l’aria frizzante sulle guance e la bellezza dello stare all’aria aperta, con le mani sporche di terra,e il sudore sulla fronte. Chi non ha nostalgia della campagna e di trascorrere un giorno diverso dal solito? Una giornata con queste premesse, può diventare una proposta culturale e divertente nel cuore della campagna toscana.

Questa esperienza mi ha permesso di vivere l’aspetto sociale e ambientale della ruralità con i suoi luoghi, lavori e tradizioni. Partendo da uno dei prodotti agricoli più nobili della Toscana, la raccolta delle olive è un’esperienza vera ed autentica. Tutto è cominciato chiedendo di poter dare il mio contributo alla raccolta manuale delle olive, in una famiglia che per passione svolge questo lavoro senza l’ausilio di macchine e nel pieno rispetto della natura.

Ho scelto di raccogliere le olive per piacere e non per obbligo in un bellissimo weekend di Ottobre.

Durante il rituale della preparazione della valigia, mi sono posta le domande più comuni. Quale sarà l’abbigliamento più adatto? Sarò capace d’improvvisarmi in questa attività, mai svolta? Le mie mani, così morbide e prive di calli saranno così delicate da rovinarsi?

Mi piace poter dire che tutti questi dubbi sono stati dissolti in un lampo, al mattino quando il sole è spuntato ha reso tutto semplice e naturale. In una fortuna giornata di sole autunnale con una piacevole temperatura, il lavoro è stato leggero e spensierato.

Bisogna ammettere che è un lavoro ripetitivo e metodico con la preventiva stesura delle reti seguita dalla raccolta. Come tante attività svolte all’aria aperta, permette di liberare la mente e far entrare a poco a poco dentro di sè, dei piacevoli sensazioni.

Il silenzio ogni tanto si interrompe per lasciare spazio al confronto e alla socialità. Ed è proprio in questi momenti che si vivono esperienze uniche ed irripetibili, quando prendono il via i torrenziali racconti dei coltivatori, si ricordano gli usi e tradizioni, quando il passato e il presente si incontrano.

In questi momenti, si apprezza davvero il paesaggio, il timido sole, il vento, il colore argenteo delle foglie e quello più verdastro delle olive. Ad ogni fronda, ad ogni albero, ho notato molteplici varietà cromatiche appositamente scelte per la sfumatura di aroma o di gusto che queste possono generare nella loro preziosa miscela.

Ho imparato che il leccino è quello più rinomato, per essere tenace agli sbalzi termici e l’ascolano apprezzato per la bellezza del frutto. Dopo questa esperienza posso affermare che la saggezza sta proprio nelle mani dei contadini.

I lavori in campagna sono un vero e proprio strumento di formazione in campo, non solo per chi coltiva ma per tutti coloro che vogliono apprezzare un prodotto della terra, unico, inconfondibile, sapendo ritrovare nel gusto particolari sfumature cromatiche ed aromatiche.

Il miglior momento per il riposo, se la giornata lo permette, è una passeggiata nell’oliveta e la possibilità di stare per qualche minuto al sole stesi sull’erba per una sana e gustosa merenda con la fettunta toscana; la giusta ricompensa per il lavoro e la giornata all’aria aperta.

Fior fior di esperti sono chiamati ogni anno ad eventi ed degustazioni, dove apprezzano la qualità dell’olio novo toscano. Questo prodotto è centrale nella cucina toscana, ogni preparazione che preveda un filo d’olio novo a crudo esalta il gusto di ogni pietanza, pur semplice che sia.